Percorsi di accompagnamento rielaborativo per donne tossicodipendenti
con figli
La Cooperativa
di Bessimo è titolare.
Responsabile interno del progetto: Giacomo Lazzari
Presentato il 30/05/2005
Bando / Legge di riferimento
Legge 45/1999 Area "trattamento" D.G.R.
n. 19977 del 23.12.2004.
Criteri di priorità
Nel Documento di programmazione territoriale delle
attività progettuali, approvato dalla Conferenza
dei Sindaci in data 25 febbraio 2005 e recepito dalla
deliberazione dell'ASL n. 198 del 9 marzo 2005, in relazione
ai bisogni evidenziati ed alle priorità messe
in luce dal confronto tra i vari enti (pubblici e privati),
alle valutazioni emerse nelle riunioni del Coordinamento
Territoriale e in riferimento alle azioni previste,
vengono declinate delle necessità su cui indirizzare
le azioni progettuali tra le quali la necessità
di porre attenzione ai percorsi di trattamento e reinserimento
delle donne con figli.
In considerazione dell'articolazione dei bisogni veniva
ribadito l'importanza che i progetti possano coprire
tutte le aree poste in evidenza.
Bisogni delle Comunità
Sul territorio della Asl di Brescia sono presenti 3
comunità terapeutiche della Cooperativa di Bessimo
che accolgono donne: la comunità specialistica
di Pontevico, la comunità terapeutica femminile
di Gottolengo e la comunità terapeutica con modulo
specialistico dell'Accoglienza di Adro.
Le strutture comunitarie presenti accolgono 2 diverse
tipologia di utenza:
a Gottolengo e a Adro vengono inserite in percorsi
di trattamento residenziale donne singole, la struttura
di Gottolengo ha un accreditamento per 23 donne;quella
di Adro ha un accreditamento per 15 posti complessivi
di cui un modulo di 5 per l'accoglienza;
a Pontevico vengono inseriti in percorsi di trattamento
residenziale nuclei familiari, la struttura ha un
accreditamento per 24 nuclei familiari.
Negli anni 2001, 2002, 2003 e 2004 sono stati inseriti
dai Ser.T. dell'ASL della Provincia di Brescia complessivamente
69 donne nelle comunità terapeutiche della Cooperativa
di Bessimo.
Precisamente nelle comunità coinvolte dal Progetto
ci sono stati questi inserimenti:
a Gottolengo 15 utenti negli anni 2001, 2002, 2003
e 2004;
a Adro 46 utenti negli anni 2001, 2002, 2003 e 2004.
a Pontevico 8 utenti negli anni 2001, 2002, 2003
e 2004;
Complessivamente abbiamo accolto 12 donne con figli.
Descrizione del progetto
La dipendenza da sostanze è un problema di salute
sia per gli uomini che per le donne per tutte le età
e per tutti gli strati sociali; tra le donne, tuttavia
l'uso di sostanze presenta delle caratteristiche particolari
per cui è necessario un trattamento differenziato.
L'elemento chiave che accomuna i modelli delle comunità
terapeutiche è il fornire un servizio specifico
per la cura e riabilitazione della donna tossicodipendente
cercando di tracciare i possibili percorsi per colmare
le debolezze creando un modello di intervento "eccellente".
Il percorso deve essere tale da:
essere basato sul confronto tra utenti e utenti
e operatori;
utilizzare i colloqui e i gruppi terapeutici per
affrontare le tematiche relative alla dipendenza e
al maternage;
promuovere il potenziale e l'autonomia delle donne;
implementare le capacità sociali;
includere l'analisi dei bisogni della persona nella
sua interezza, soddisfare più bisogni, compiere
il monitoraggio e verifiche in itinere;
fornire un aiuto concreto e un supporto alla maternità.
Emerge la necessità di avviare percorsi di riflessione
e di rielaborazione con un esperto (Psicologo- Psicoterapeuta)
esterno come uno spazio altro rispetto a quelli già
presenti, per confrontarsi circa le proprie debolezze
come donne, rispetto alla sfera affettiva, sul tema
delle relazioni di coppia ("perché scelgo
sempre dei partner con certe caratteristiche?"),
sui problemi che hanno incontrato e che incontrano rispetto
alla sessualità e sulle violenze subite, sia
dal punto di vista fisico che psicologico.
L'ipotesi del Progetto "La cura delle donne"
è di implementare una rete di servizi partendo
dall'ottimizzazione delle risorse già esistenti,
per approdare ad un metodo di lavoro costante, visibile
dal punto di vista istituzionale e fattibile attraverso
il case management definibile come un processo integrato
finalizzato ad individuare i bisogni degli individui
ed a soddisfarli, nell'ambito delle risorse disponibili,
partendo dal riconoscimento della loro unicità.
Ciò significa che il case manager, in sede di
valutazione iniziale, deve esaminare effettivamente
quali sono i bisogni del richiedente, senza essere condizionato
da una propria prospettiva teorica o dalle risorse disponibili.
Il case manager deve poi saper costruire un "pacchetto
di prestazioni", offerte da attori diversi, tra
loro coerenti e coordinate.
La varietà delle richieste di inserimento e di
conseguenza di trattamento è talmente elevata
e varia da persona a persona oltre che in alcuni casi
da servizio a servizio inviante, con notevoli discrepanze
e discrezionalità.
Alla luce di questi dati si ritiene importante realizzare
il Progetto "La cura delle donne", poiché
può permettere alla Cooperativa di Bessimo di
costruire dei Protocolli di collaborazione con i Tribunali
per Minori di Brescia e Milano; di costruire dei percorsi
di case management e offrire adeguati supporti terapeutici
specialistici alle donne inserite in comunità
sul versante delle competenze genitoriali.
Questo percorso ci permetterebbe inoltre di affinare
la collaborazione con i Ser.T. invianti, in modo da
poter costruire nella fase iniziale del percorso di
trattamento residenziale delle donne, un progetto individualizzato
con il contributo di tutti i servizi (Ser.T. e Servizi
Sociali).
Finalità ed obiettivi
Un importante obiettivo, è quello di restituire
alle persone che usufruiranno di tali attività
una immagine di sé positiva attraverso la rivisitazione
della storia personale e delle proprie relazioni significative,
il più possibile unitaria, non frammentata benché
molto ricca e articolata.
Un altro importante obiettivo riguarda il rapporto di
collaborazione con gli operatori appartenenti ad istituzioni
e strutture esterne alla comunità, quali Ser.T.
Servizi Sociali, C.P.S. Scuole di diverso grado, Tribunale
per i Minorenni, Servizi Specialistici.
Ci si prefigge come altro obiettivo di creare una rete
di interventi ed una presa in carico, integrata e multiprofessionale,
mediante la presentazione a questi interlocutori del
presente progetto, per poterne condividere le premesse
epistemologiche, e costruire delle buone prassi finalizzate
alla stesura di Protocolli di lavoro tra i diversi Enti
che contribuiscono alla definizione del Progetto individualizzato.
Durata dell'intervento
Avvio Progetto 01/10/2005 conclusione attività
30/09/2007.
Prorogato al 31/12/2007
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