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Cooperativa di Bessimo
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Progetto "Fiocco"
  La Cooperativa di Bessimo è ente titolare.
Responsabile interno del progetto: Gabriella Feraboli.
Presentato il Luglio 2008
 
 

Bando / Legge di riferimento

Bando regionale  “Fare rete e dare tutela e sostegno alla maternità” sperimentale, ai sensi
 dell’art 4,comma 9, lettere a) e d) l.r. n.23/99“Politiche regionali per la famiglia”

 
 

Criteri di priorità

Ci sono spesso  situazioni di donne tossicodipendenti  in cui la gravidanza non è cercata, non è desiderata ed è portata avanti senza consapevolezza e senza scelta, caratterizzata da rifiuto e negazione. Spesso sono donne che hanno avuto aborti o altri figli in situazioni difficili, ma anche quando la gravidanza è accettata, sono frequenti i momenti di forte angoscia, legata all’evento  e momenti di negazione dello stesso che si evidenziano attraverso il mancato riconoscimento del ritardo mestruale, ritardo degli accertamenti, disattenzione verso i bisogni del feto, uso di sostanze, mancati controlli.
Quando una donna  decide intenzionalmente di avere un bambino, anche prima che egli nasca, vive la fantasia della funzione “liberatoria” dalle sostanze rappresentata dal bimbo. L’osservazione della relazione di “madre-bambino” rileva che il loro comportamento  passa da momenti di completa assenza a momenti di grande stimolazione verso il bambino. Questa ambivalenza è fortemente condizionata dall’idea di madre che ciascuna donna si porta dentro. Idea che si è costruita sulla base dell’esperienza di attaccamento con la madre che hanno avuto e con la famiglia in cui hanno vissuto, Attivare percorsi di affiancamento e acompagnamento in questa delicata scelta permette di ipotizzare una scelta più consapevole sia rispetto  a se che al nascituro.

 
 

Bisogni del territorio

Nel corso degli ultimi 4 anni sono state accolte all’interno delle  comunità residenziali 449 donne con problemi di dipendenza da sostanze di cui 123 hiv positive e sono state seguite sul territorio da parte degli operatori dei   servizi di prossimità nei diversi territori  454 donne. Sempre negli ultimi 4 anni all’interno di questi percorsi sono state accompagnate in un percorso di gravidanza 48 donne. La nostra esperienza nel lavoro con donne tossicodipendenti evidenzia che la maternità viene spesso vissuta in maniera ambivalente in quanto la tossicodipendenza intacca seriamente la sfera della maternità. Non solo a causa del tipo di vita che conduce chi fa abuso di sostanze, ma anche per ragioni sociali, economiche e per il timore di veder sottratti i loro bambini se non dimostrano di essere “buone madri”. Le donne tossicodipendenti, oltre a caratterizzarsi per l’abuso di sostanze spesso hanno problemi di personalità e di depressione, uno stile di vita con scarsa attenzione alle norme igienico-sanitarie.

 
 

Bisogni delle comunità

I nostri educatori incontrano, sia nei contesti strutturati delle Comunità terapeutiche che nei contesti di prossimità,  una complessità tale che rende fondamentali: una formazione permanente e risorse aggiuntive. Strumenti e risorse  che consentano di farsi carico della problematicità di una scelta “consapevole” di portare o non portare  a termine la gravidanza delle donne accolte e /o incontrate e agganciate.

 
 

Breve descrizione del progetto

1° Azione: Attivazione del coordinamento del progettoIncontro tra le diverse professionalità coinvolte nel progetto per definire: tempi, modalità di intervento, responsabilità dei diversi soggetti (Resp. del progetto, Educatori Professionali, Responsabili dei servizi coinvolti , Formatori, Psicologi, volontari, tutor).

Il progetto si rivolge a :
 Donne tossicodipendenti accolte in Comunità terapeutica,e donne tossicodipendenti che accedono ai servizi di prossimità.
Educatori delle Comunità Terapeutiche e dei Servizi di Prossimità.

2° Azione: Attivazione di un percorso formativo specifico per gli educatori dei servizi coinvolti ( Comunità terapeutiche e servizi di prossimità) con i seguenti contenutiEducazione alla salute,Fertilità e contraccezione, Maternità e sieropostività ( Hiv, epatite C,) Aspetti giuridici relativi ai minori, implicazioni psicologiche: il counseling.

3° Azione:  Attivazione di in percorso informativo rivolto a:Donne singole accolte presso le Comunità terapeutiche femminili di Gottolengo e Adro,Donne che si rivolgono ai servizi di prossimità di Brescia, Cremona e Bergamo,,nuclei famigliari  accolti presso la Comunità terapeutica di  Pontevico, Rogno; Gabbioneta,Donne con figli  accolte presso la Comunità terapeutica di Cividate Camuno, relativo a: Educazione alla salute, Fertilità e contraccezione, maternità e sieriopositività, aspetti giuridici relativi ai minori.

4° Azione: Contemporaneamente al percorso informativo ed in considerazione dei diversi bisogni delle donne incontrate e/o accolte si prevedono  azioni quali::
L’affiancamento alla donna di una figura educativa con funzioni di tutoraggio
Sostegno psicologico, Incontri di preparazione alla nascita coinvolgendo figure quali l’ostetrica,la dietista, Consulenza Pedagogica, Consulenza socio-sanitaria (HIV. Epatite c), consulenza legale.
Sostegno e accompagnamento per l’inserimento lavorativo

 
 

Finalità ed obiettivi

Obiettivo Generale:
Tutelare e sostenere la donna in gravidanza per tutto il delicato percorso dei nove mesi di attesa dal momento dell’importante decisione di mettere al mondo un figlio fino al momento della nascita del bambino.
Sotto Obiettivi:

  • Aumento della capacità di individuare cambiamenti e sintomi del proprio corpo
  • Promozione di atteggiamenti più consapevoli
  • Aumento delle informazioni in merito alle problematicità legate alla gravidanza
  • Aumento delle capacità di richiedere aiuto
  • Aumentare il grado di consapevolezza dell’essere madre e di ciò che comporta
  • Aiutare la donna a scegliere la maternità con senso di responsabilità
  • Aumento dell’autonomia dal punto di vista economico, sociale ed emotivo
  • Aumento delle competenze degli educatori nel campo specifico in oggetto
 
 

Durata dell'intervento

Inizio progetto:    9 febbraio 2009
Termine progetto  8 febbraio 2011

 
 

Note generali

Figure professionale coinvolte:
Educatori professionali, Ginecologo, Pedagogista, Psicologo, Dietista, Ostetrica, Avvocato specializzato in diritto di famiglia, Infettivologo, amministrativo, Volontari.

 
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