La Cooperativa
di Bessimo è titolare del progetto
Responsabile interno del progetto: Batrice Fona
Presentato il 05/11/2007
Bando
/ Legge di riferimento
Fondazione della Comunità Bresciana Onlus.
Criteri
di priorità
Tutti gli inserimenti presso Casa Mika, (comunità
educativa che accoglie minori e donne in difficoltà)
sono dovuti a situazioni di pronto intervento, di allontanamento
anche con l’ausilio delle forze dell’ordine,
dal nucleo familiare ritenuto inadeguato.
Le situazioni che comportano interventi di questo genere
spesso sono legate a maltrattamenti, deprivazioni, abbandoni
e presunti o constatati abusi con le complessità
che ne derivano.Le donne con figli che vengono accolte
nella struttura Casa Mika vivono situazioni di disagio
sociale, di emarginazione, di violenze e maltrattamenti.
Particolare rilevanza assume l’obiettivo di favorire
un solido legame affettivo tra madre e figlio rimettendo
al centro i bisogni del minore che sono stati subordinati
se non ignorati a causa della situazione.In Italia,
oggi,15.000 minori vivono in strutture di accoglienza
: di questi 2100 solo in Lombardia.
Data l’urgenza del pronto intervento,
i servizi invianti dispongono di poche informazioni
e l’intervento attuato sta nell’allontanare
il minore collocandolo nella struttura accogliente ai
fini di individuare e definire successivamente con le
educatrici di Casa Mika la realizzazione del progetto
educativo individualizzato.Strumenti fondamentali rimangono:
l’osservazione,la relazione che si costruisce,
l’organizzazione della comunità, la capacità
di adeguamento o meno alla stessa,i colloqui individuali,
il gruppo ecc.. ma l’utilizzo congiunto di strumenti
codificati nella valutazione aiuta da un lato ad individuare
delle aree di lavoro maggiormente definite e dall’altro
aiutano in termini di trasmissibilità delle informazioni
Bisogni
delle comunità
Formazione in merito a nuovi strumenti diagnostici.
Descrizione
del progetto
Nel maggio 2007 la cooperativa di Bessimo ha aperto
una comunità educativa CASA MIKA nel territorio
del comune di Malonno che accoglie minori e donne in
difficoltà non tossicodipendenti.Il progetto
Guscio intende offrire nuove modalità di diagnosi
in una cornice che già prevede strumenti classici
di valutazione, tutelando maggiormente il minore e offrendo
agli operatori dei diversi servizi coinvolti una visione
più ampia e oggettiva.
Obiettivi del progetto:
“aumentare la capacità di valutazione
del minore da parte degli operatori in una complementarietà
di strumenti”.
“aumentare la collaborazione tra pubblico
e privato in un’ottica di integrazione del processo
educativo”
Azioni
Prima fase:
Fase di implementazione del progetto attraverso
Attivazione del percorso di formazione:
Realizzazione di 2giornate di formazione full immersion
per iniziare a comprendere, imparare l’utilizzo
degli strumenti cosi suddivise con i seguenti argomenti: PRIMA giornata Il costrutto di sensibilità materna
e di mind-mindedness. Presentazione del compito tutoriale
e presentazione di una procedura di codifica di tipo
osservativi SECONDA giornata
Il costrutto di alleanza familiare e presentazione di
una procedura di codifica di tipo osservativo""
La Child Behavior Checklist" (Achenbach, 1991/
4-14) e indicazioni per la sua codifica eventualmente,:
Finalità
ed obiettivi
Il progetto Guscio si rivolge alle educatrice della
comunità Educatica Casa Mikaintende offrire nuove
modalità di diagnosi in una cornice che già
prevede strumenti classici di valutazione, tutelando
maggiormente il minore e offrendo agli operatori dei
diversi servizi coinvolti una visione più ampia
e oggettiva
Obbiettivi del progetto:
“aumentare la capacità di valutazione
del minore da parte degli operatori in una complementarietà
di strumenti”.
“aumentare la collaborazione tra pubblico
e privato in un’ottica di integrazione del processo
educativo
Target:
Operatori dei servizi coinvolti nella presa in carico
del minore e madri accolti nella comunità educativa
di Casa Mika .
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