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Cooperativa di Bessimo
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Progetto "SPES - Dea dell'attesa"
Apri lo "Speciale Carcere"
  La Cooperativa di Bessimo è gestore del progetto.
Responsabile interno del progetto: Gabriella Feraboli
 
 

Bando / Legge di riferimento

Legge 45/90 fondi nazionali.
Ente titolare del Progetto: Casa Circondariale di Brescia.

 
 

Criteri di priorità

L’esperienza di questi anni con soggetti tossicodipendenti detenuti e in esecuzione penale esterna presso le strutture residenziali della cooperativa di Bessimo ha evidenziato che il tempo di vita in carcere è spesso vuoto, in una condizione di isolamento sociale, con vissuti di passività, spesso legati ad una condizione di grave emarginazione, disorientamento nei soggetti più giovani di primo contatto con la propria storia tossicomanica, con sentimenti spesso di colpa e di negazione della problematica.

La condizione carceraria di privazione della libertà d’altra parte può presentare in alcuni soggetti alcuni aspetti favorevoli che possono indurre ad un cambiamento: il contenimento della persona, , l’astinenza dalle sostanze, obblighi giuridici e una contrattazione vincolante con vari soggetti che lavorano con finalità volti alla presa in carico della persona in un’ottica di recupero e reinserimento sociale (SerT, tribunale di sorveglianza, U.E.P.E, volontari, Comunità terapeutiche, cooperative di inserimento lavorativo).

L’incontro con queste persone ha fatto emergere richieste di ascolto, informazioni socio sanitarie, di sostegno, di accompagnamento alla possibilità di un cambiamento.Ciò che emerge in maniera forte è il tempo vuoto che le persone tossicodipendenti vivono in attesa di un programma alternativo.

 
 

Bisogni del territorio

Nel carcere di Canton Mombello la presenza di persone tossicodipendenti si aggira attorno al 30%. Alcune caratteristiche di questi soggetti sono:

  • Persone straniere, spesso senza di permesso di soggiorno, prive di una rete sociale-famigliare
  • Persone con una lunga storia di tossicodipendenza con vita prevalentemente di strada
  • Persone giovani dove la problematica di tossicodipendenza emerge solo durante la carcerazione
  • Persone tossicodipendenti che non si sono mai rivolti ad un servizio preposto alla cura ( il sommerso)
  • Persone che dichiarano un uso di cocaina ma faticano a riconoscere l’uso della sostanza come problematica di tossicodipendenza
  • Persone con condizione giuridica non definitiva, che ostacola la definizione di tempi trattamentali certi per l’accesso alle misure alternative, senza possibilità di intervenire, nel tempo di attesa su altri fattori facilitanti l’adesione al progetto.
 
 

Breve descrizione progetto

Definizione dell’equipe ( selezione, formazione accompagnamento)Presentazione del Progetto a tutte le realtà coinvolte nell’intervento: direzione carceraria, area educativa, referente guardie carcerarie, Unità operativa carcere.Attivazione di collaborazione per le attività ergoterapiche.
Strutturazione dello spazio fisico indicato dalla direzione carceraria.
Incontri di gruppo con i detenuti tossicodipendenti per l’adesione al progettoPredisposizione di strumenti di valutazione dell’intervento

II° Fase
Apertura dello spazio e avvio attività.
Si prevede l’apertura in 4 giorni alla settimana indicativamente per 3 ore al giorno concordando i tempi con l’organizzazione carceraria.
La metodologia di intervento, sperimentata all’interno delle nostre strutture terapeutiche, calibrata sul contesto carcerario, prevede:

  • Attività occupazionali ergoterapiche: utilizzate come strumento educativo dove si prende coscienza di valori quali la dignità, l’onesta, la costanza, la collaborazione e la disponibilità. Tali attività facilitano inoltre l’attivazione delle proprie capacità lavorative e creative.
  • Gruppi di sostegno. Al gruppo parteciperanno gli educatori. Si procederà alla definizione degli obiettivi calibrando l’intervento sui bisogni delle persone. Gli obiettivi dei gruppi sono la condivisione di informazioni, l’elaborazione del proprio vissuto, il sostegno a situazioni di criticità.
  • Attività ludico sportive. E’ importante tenere in considerazione anche aspetti di contenimento dell’aggressività attraverso la strutturazione di attività dove intervenire sullo stress psicofisico.
  • Valutazione in itinere.

 

 
 

Finalità ed obiettivi

Realizzare percorsi intramurari in continuità terapeutica con l’area educativa e/o il SerT presente all’interno del carcere, volti a sostenere e a stimolare una scelta di cambiamento in vista di un reinserimento sociale della persona detenuta tossicodipendente. Questo permetterà al detenuto tossicodipendente di vivere il “tempo vuoto” in carcere in modo più attivo.

 
 

Durata dell'intervento

Dal 06.02.08: 5 mesi , salvo proroghe.

 
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