| Progetto
"SPES - La Dea dell'attesa"
La cooperativa di Bessimo, da anni impegnata nel sostegno
di soggetti tossicodipendenti detenuti e in esecuzione
penale esterna presso le loro strutture residenziali,
ha attivato nel mese di febbraio 2008 il “Progetto
Spes”, un intervento sperimentale intramurario
destinato alla popolazione detenuta di entrambi gli
Istituti Penitenziari bresciani.
Finalità
della cooperativa di Bessimo è stata quella di
offrire, all’interno del carcere, uno spazio alternativo
alla cella svolgendo attività che aiutino ad
affinare le capacità relazionali. Con tale progetto
si è voluto dar risposta all’esigenza di
riempire il tempo vuoto che le persone tossicodipendenti
vivono in attesa di un programma alternativo.
Per meglio conoscere l’attività svolta
all’interno degli Istituti di Canton Mombello
e Verziano ho fatto due chiacchiere con uno degli operatori
che hanno partecipato attivamente alla realizzazione
del progetto, Diego Baronio.
L’equipe operativa, oltre alla coordinatrice
Gabriella Ferabola e al supervisore Carlo Alberto Romano,
è composta da 4 operatori (Diego, Erika, Angela
e Alessandra) che si sono alternati fra Canton Mombello
e Verziano, garantendo comunque la presenza fissa di
2 educatori per volta.
Nella Casa Circondariale cittadina il progetto si sviluppa
su tre mattinate (Lunedì, Mercoledì, Giovedì)
e un pomeriggio (Venerdì) alla settimana. Le
mattinate sono dedicate soprattutto a gruppi di discussione
su tematiche legate alla vita in carcere, durante le
quali l’accesso alla biblioteca ha facilitato
i momenti di confronto successivi alla lettura di libri
e riviste, proprio perché il contesto in cui
si svolgono gli incontri è quello di un ambiente
spazioso e luminoso, in cui percepire una qualche forma
di “normalità”.
Molti detenuti hanno poi usufruito direttamente anche
dei servizi bibliotecari.
Nel mese di maggio ha avuto inizio, su proposta dei
detenuti, un corso di computer con l’ausilio di
una persona esterna che il giovedì entrava a
far lezione.
Il mercoledì mattina è inoltre prevista
la proiezione di un film. La scelta, fatta dai partecipanti
al progetto , riguarda due diversi filoni:
- Ridere per ridere ( genere commedia/umoristico);
- A tema ( a seconda delle proposte).
Alla fine della proiezione si vengono a creare momenti
di informalità in cui si discute sul rimando
che il film ha dato ai detenuti.
Un altro importante momento è quello del Venerdì
pomeriggio in cui si svolgono attività ludico/sportive
in palestra. L’importanza di questa attività
fisica è data soprattutto dall’incidenza
che essa ha come valvola di sfogo dal punto di vista
psicofisico.
La partecipazione attiva dei detenuti alla fase di
sistemazione e personalizzazione degli ambienti in cui
si svolgono gli incontri è stato uno strumento
educativo per far sviluppare valori quali la costanza,
la collaborazione e la disponibilità, facilitando
l’attivazione delle capacità lavorative
e creative di ciascuno di essi.
La presa di coscienza di tali valori, oltre naturalmente
a quelli dell’onesta e della dignità, ha
caratterizzato anche l’attività svoltasi
nella Casa di Reclusione di Verziano. Alla realizzazione
del progetto hanno preso parte sia uomini che donne.

I lunedì e i giovedì pomeriggio sono
dedicati alla cura dell’orto e del giardino svolta
solo dagli uomini; lo stesso avviene il mercoledì
pomeriggio con il gruppo delle ragazze.
Uno spazio molto importante e motivante è quello
del martedì mattina in cui i due gruppi si incontrano
dando vita ad un momento di confronto e di condivisione
su tematiche e argomenti vari.
In aprile si è avuta la collaborazione di un
agronomo che ha tenuto alcune lezioni riguardanti le
tecniche di floro/orticoltura.
I momenti trascorsi all’aperto riscuotono grande
successo in quanto consentono di svolgere un’attività
fisica in uno spazio verde, permettendo di estraniarsi
dalla condizione di persona reclusa.
La soddisfazione dei detenuti coinvolti nel progetto
è stata riscontrata non solo grazie alle attestazioni
verbali, ma anche dalla costante e attiva partecipazione
e presenza dei ragazzi/e.
Un’ulteriore nota positiva è che per tutte
le attività svolte in entrambi gli Istituti di
pena cittadini ci sia stata una buona collaborazione
con l’Amministrazione Penitanziaria, l’Area
Educativa e gli Agenti di Polizia Penitenziaria.
Durante questo percorso si è aderito ad un’interessante
iniziativa quale quella svoltasi il 10 e 11 maggio a
Manerbio dal titolo “Se son rose fioriranno”.
Per questa occasione i ragazzi di Canton Mombello hanno
dipinto i vasi nei quali i ragazzi e le ragazze di Verziano
hanno invasato le rose da mettere in vendita.
Il ricavato di queste due giornate è stato devoluto,
su richiesta dei detenuti, all’Associazione italiana
contro le leucemie-linfomi e mieloma onlus.
L’importanza di questa partecipazione è
data dalla dimostrazione che anche tramite un fiore
si può cercare di ricucire la frattura creatasi
fra la popolazione carceraria e la comunità esterna.
Paola e Diego
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